Senza timore di essere smentiti, possiamo tranquillamente dire che il gioco di prestigio e' nato con l'uomo. l'essere umano ha sempre cercato di superare il suo simile e per farlo ha spesso ritenuto adatto qualsiasi mezzo. E' semplice pensare che, in passato, quando la forza fisica non bastava da sola ad assicurare il dominio, si sia ricorsi ad altre arti per sbalordire, intimorire e sovrastare i propri simili. Arti sottili conosciute per secoli con il tenebroso nome di "magia", una scienza diabolica e paurosa, ma null'altro in realta', che una serie di abili giochi di prestigio ben eseguiti e accolti con cieca fiducia da un pubblico credulone. Ecco cosi apparire le figure del medico-stregone del sacerdote-sciamano, del profeta, espertissimi in ogni genere di magia, perche' da essa dipendeva non solo il loro potere temporale, ma anche e soprattutto, il pane quotidiano. Ne troviamo traccia nella storia di ogni civilta', tanto che ancora oggi sopravvivono e prosperano in un numero incalcolabile, nelle isole filippine, nelle foreste africane, nei monasteri. Ma dove la civilita' avanza, la figura del mago si trasforma molto presto in quella assai piu' veritiera del prestigiatore, e l'"oh" di meraviglia per l'evento miracoloso, si muta pian piano nell'applauso corale ad un'abilita' e ad una bravura tanto particolare. Il prestigiatore non e' piu' uno stregone, piu' avanti apprezzato da Greci e Romani nel gioco dei bussolotti, si nasconde pero' prudentemente durante l'oscuro periodo medievale per evitare di finire sul rogo. Per riapparire con Rinascimento a rallegrare le serate dei grandi e nobili signori. Perfeziona la propria arte come "intrattenimento scientifico" (come Robert Houdin che fu incaricato dal suo governo di calmare le ribellioni dei Marabutti in Algeria) e quella ancor piu' sottile di offrirla. Inventa, studia e si impegna fino a raggiungere, nel secolo XVIII e XIX il completo dominio delle platee. In questi due secoli l'arte della prestidigitazione e' all'apice: nomi famosi incantano gli spettatori piu' scettici dalle corti d'Inghilterra a quelle di Francia. In Italia e in Prussia, nelle strade nei teatri in provincia e in citta' i giochi di prestigio vengono realizzati con pieno successo. Nomi importanti che rimarranno indelebili nella storia: come Philippe e i grandi italiani Pinetti e Bosco, che si affacciano prepotentemente alla ribalta del mondo, fanno parlare di se' e alcuni giochi sono tanto sbalorditivi da far riaffiorare ancora una volta la parola "magia". Agli inizi del secolo scorso, il prestigiatore si evolve allestendo spettacoli faraonici nei quali brillano le stelle di Kellar, Thurston, Houdini, Lafayette, Blackstone e Dante', per diventare negli anni sessanta vedette dei Music Hall e Night Club o riviste sfarzose tip "Lido", "Moulin Rouge" di Parigi. Negli anni settanta grazie alla sofisticata elettronica con l'avvento importante della televisione e' fenomeno di costume! Applaudito da grandi, emulato dai bambini che alla fatidica domanda "cosa farai da grande" rispondono "il mago" negli anni ottanta il gioco di prestigio raggiunge una popolarita' immensa e un grande risveglio popolare. Nei negozi di giocattoli e nelle cartolerie vanno a ruba le scatole di micromagia e i manuali di come si diventa prestigiatori. Club associazioni e circoli magici nascono come funghi in tutte le regioni, facendo si che il gioco di prestigio non sia piu' arte esclusivamente scenica, ma un vero e proprio hobby fedelmente seguito da personalita' esimie nel mondo della politica, dell'arte e della cultura. Parecchi sono bravi, altri eccellono. Anche i trucchi si sono adeguati ai tempi e fioriscono a migliaia, nuovi ed interessanti, attenti a protare nuovo lustro a quest'arte tanto antica, un tempo diabolica e oggi tanto simpatica, un'arte che e' un gioco continuo, allegro e sempre pronto a strappare un applauso sentito nell'adulto e un sorriso meravigliato nel bambino. Il fascino e', a mio avviso, determinato dalla possibilita' insita in ognuno di noi di poter meravigliare, stupire ed accentrare in quest'epoca di globalizzazione, l'attenzione e l'interesse su di se', con il piacere narcisistico che si intersecano per esorcizzare l'anonimato. A mio modesto parere, e da un punto di vista psicologico, e' il nostro "puer aeternus", il bambino eterno. E' interessante notare che la pratica di questo hobby che e' scienza ed arte nel contempo, non ha mai raggiunto in Italia la propagazione e la diffusione come negli ultimi trent'anni. Oggi, la moda per questo tipo di spettacolo che e' pur sempre per il profano una porta aperta sull'impossibile, sul fantastico, su cio' che apparentemente e' irrazionale, ha permesso al prestigiatore di evolversi, indossando con disinvoltura un impeccabile smoking o un vestito da passeggio assumendo soprattutto la veste di personaggio a tutto tondo che, negli spettacoli televisivi ottiene serate speciali dedicate a quest'arte, con indici di ascolto alla pari di star del rock. Non dimenticando che sulla scia di una moda americana, ci sono gia' centinaia di prestigiatori (migliaia nel mondo) che non disdegnano di esibirsi in micromagie ai tavoli di noti ristoranti. "Micro", perche' gli oggetti utilizzati sono piccoli: spille, carte, palline di spugna, monete che possono essere presentate dietro un tavolino, con un limitato numero di spettatori seduti di fronte, favorendo l'inziativa di un lavoro professionale e semiprofessionale a una moltitudine di appassionati di quest'arte antichissima. I nuovi "maghi" si avvicinano al gioco di prestigio oltre che per le motivazioni sopracitate, anche per la possibilita' di evadere dalla piatta routine quotidiana. Insomma qualcosa che stimoli la nostra fantasia, promuovendo un processo creativo ed evolutivo di indubbio spessore personale e sociale. (tratto da: "Storia Della Magia In Cinque Minuti" di Silvan) Mr.Saghibu
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